Alvaro Morata è un grande attaccante: i numeri non mentono
Alvaro Morata è un grande attaccante perché lo dicono i suoi numeri e lo dice la sua storia negli ultimi dieci anni. Nelle ultime ore si sono letti troppi luoghi comuni su di lui ed è opportuna una operazione verità sul centravanti spagnolo.
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La forza dei luoghi comuni, d’altronde, sta nella loro pedissequa ripetizione a menadito, senza alcuna coscienza critica e senza riflessioni ed analisi.
Viene pronunciata una sentenza apocalittica e la stessa continua a girare di bocca in bocca senza che, sul tema, possa essere ammesso anche il più piccolo dissenso.
Esiste però un nemico potente dei luoghi comuni, chiamato realtà dei fatti.
I numeri della carriera di Morata
Innanzitutto partiamo da un presupposto: i numeri di Morata sono assolutamente in linea con la stagione del Milan.
Su azione, in campionato, ha segnato più di Vlahovic e Lukaku, soltanto un gol in meno di Lautaro. In tutta la stagione Morata ha 8 partecipazioni al gol in 21 partite (6 gol e 2 assist). Parliamo di una stagione balorda in cui il Milan non ha mai trovato continuità e nella quale Morata ha avuto qualche noia fisica di troppo.
Eppure questi numeri lasciano il tempo che trovano perché il valore di un attaccante non si può cercare nei numeri di breve periodo, bensì in quelli di lungo periodo.
Ebbene negli ultimi dieci anni, Morata è uno dei pochi giocatori ad andare sempre in doppia cifra realizzativa ogni stagione.
Morata con le maglie di Juventus, Altetico Madrid, Real Madrid, Chelsea e Milan ha segnato 178 gol e realizzato 72 assist. Sono 250 partecipazioni al gol in 527 partite, ossia quasi un gol o un assist ogni due gare. Numeri da grande attaccante.
Centravanti con medie realizzative simili nei top campionati
Un’altra leggenda metropolitana su Morata è che sia un centravanti adatto al calcio spagnolo e non a quello italiano. Anche questo luogo comune è smentito dai numeri.
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Infatti la media di partecipazione al gol di Morata è costante, ovunque abbia giocato. In Premier League è dello 0,46 a gara. Nella Liga è dello 0,47, mentre in Serie A è dello 0,48. Praticamente medie identiche.
Anche tarata soltanto sulla Champions League, la media di partecipazione ai gol della squadra di Morata rimane dello 0,48.
Stiamo parlando di un giocatore incredibilmente continuo. Morata è un grande attaccante con numeri di primissimo livello che lo confermano.
Il problema del Milan insomma non è Morata; e non può essere una colpa del centravanti spagnolo quella di essere stato pagato soltanto 14 milioni di euro. Gli acquisti si giudicano dal valore e non dal prezzo. Van Basten e Kakà insegnano.
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