Continua il tafazzismo anti-Leao ma i numeri son favorevoli al 10 del Milan
Il clima di ossessione che alberga mediaticamente attorno a Rafael Leao è una delle cose meno comprensibili di questo periodo. Si scade nel tafazzismo più assoluto.
Non è questa la miglior stagione della vita di Leao, ma il giocatore portoghese, pur nella peggior stagione del Milan degli ultimi 5 anni, rimane uno dei giocatori più determinanti della rosa.
I numeri stagionali di Leao: il contraltare del tafazzismo
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Su azione, Rafael Leao ha 17 partecipazioni al gol. Meglio di lui ha fatto solo Christian Pulisic con 18. Segue, a ruota, Tijjani Rejinders con 15.
Non si comprende per quale ragione uno dei giocatori più decisivi del Milan, anche in un’annata sportivamente complicata, debba essere discusso, criticato, contestato, finanche oltraggiato.
Nessun talento, eccetto Messi, è riuscito storicamente a trovare continuità di rendimento in tutte le partite. Il talento è così, va preso per quello che è; va assecondato, coccolato, a volte spronato.
Non si può pretendere da un talento l’atteggiamento mentale di un Gattuso o di un Pavlovic perché si tratta di emisferi celebrali completamente diversi.
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Leao inoltre viene strumentalmente giudicato come se fosse un centravanti. Eppure non solo non lo è, ma mai come in questa stagione ha giocato lontano dalla porta (quarto di centrocampo in un 4-4-2).
Giusto discutere due giocatori di altissimo livello come Maignan e Theo Hernandez che, in questa stagione, stanno rendendo nettamente al di sotto dei loro standard. Discutere Leao però che anche quest’anno rischia di essere il miglior giocatore del Milan come partecipazioni al gol su azione, pare più un esercizio di tafazzismo che un’onesta analisi critica.
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