Inter, Milan e Comune di Milano hanno sostanzialmente trovato un accordo sul prezzo dello stadio e delle aree circostanti. Le tensioni sono state superate e si lavora alla definizione dei dettagli legali.
Al Comune di Milano è scoppiato il terremoto sul sistema dell'urbanistica, con perquisizioni negli uffici comunali e la richiesta di arresto per l'assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi.
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Tar in secondo piano
Prima di tutto questo, Palazzo Marino era concentrato solo sul Tar di Milano. Nella mattinata di ieri era atteso, ed è arrivato, il parere sulla richiesta di sospensiva presentata dal "Comitato Sì Meazza" contro la vendita dell'impianto storico e delle aree intorno a Milan e Inter per dare vita al progetto del nuovo stadio.Semaforo verde
Il fronte del no sosteneva che il vincolo dei settant'anni sul secondo anello fosse già in vigore, secondo i pareri del Comune e del Ministero della Cultura scatterà solo dal 10 novembre perchè fa fede la data di collaudo del 1955. Il Tar entrerà nel merito più avanti ma intanto ha respinto la richiesta di sospensiva e il parere dei giudici può indurre - almeno su questo fronte - ad un ragionevole ottimismo. Nelle prossime ore dovrebbe chiudersi la trattativa sulla vendita con i club, il sindaco - fino ai giorni scorsi - voleva portare la delibera sull'interesse pubblico in giunta lunedì prossimo, poi un paio di Commissioni e subito in aula per un voto già molto a rischio entro il 31 luglio.Milan e Inter hanno trovato un principio di accordo con il Comune di Milano per la vendita di San Siro e aree limitrofe.
— luca bianchin (@lucabianchin7) July 17, 2025
Stadio e aree, se i dettagli legali saranno ultimati, passeranno ai club per 197 milioni, con il Comune che parteciperà ad alcuni costi. pic.twitter.com/TbNtCQ7cNn
Ma la mossa della Procura ieri, a ridosso della chiusura dell'affaire San Siro, ha fatto suonare il campanello d'allarme. Decisive le prossime ore. Ed è vero che la deliberà sarebbe firmata da tre assessori, Martina Riva allo Sport e Emmanuel Conte al Bilancio e non solo da Tancredi (che per ora non si dimette), ma sarebbe un altro cattivo segnale. A dirigere le trattative coi club è anche il dg del Comune Christian Malangone, fedelissimo di Sala dai tempi di Expo.
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