L'ambiente ha bisogno di tornare a pensare in grande, e per farlo serve una proiezione chiara. Investimenti mirati, uomini di calcio a cui sta a cuore il progetto rossonero, ma soprattutto una dirigenza capace di lavorare sotto pressione con ambizione e competenza. Non basta partecipare alla Champions League, bisogna tornare a far paura. Non basta coltivare giovani, serve audacia e personalità nel lanciarli.
I rossoneri degli ultimi anni hanno spesso dato l'impressione di vivere di ricordi, prigionieri della propria storia ma incapaci di costruire un presente all’altezza. Il DNA Milan non è scomparso, è solo fiacco. Va risvegliato con scelte coraggiose, con un progetto sportivo ambizioso e con una fame di trofei che non può essere più ignorata. Il tempo della pazienza è finito. Il Milan, quello vero, deve tornare grande e conquistare trofei. E deve farlo adesso.