Dopo mesi di attesa, Jashari mostra gamba e personalità: il Milan vede prendere forma il suo centrocampo del futuro.

Il primo vero grande acquisto del Milan nel calciomercato invernale 2026 è Ardon Jashari. No, non è "Scherzi a Parte", ma la realtà dei fatti: il centrocampista svizzero è a tutti gli effetti un nuovo innesto per i rossoneri nella seconda parte di stagione.

Jashari Milan

È vero, Jashari era già tornato in campo a inizio mese a Roma contro la Lazio in Coppa Italia ed era stato schierato titolare anche nella semifinale di Supercoppa Italiana a Riyad contro il Napoli. Tuttavia, solo contro il Verona abbiamo visto per la prima volta un Jashari realmente pronto: gamba, potenza fisica e presenza costante dentro la partita.

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L’arrivo di Jashari e l'idea del Milan

jashari
(Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Quando il Milan ha deciso di investire una cifra considerevole per strapparlo al Club Brugge, 34 milioni più 3 di bonus, molti tra i tifosi e gli addetti ai lavori hanno sollevato più di un dubbio. In rosa c'erano già Modric, Ricci (arrivato a giugno), Loftus-Cheek e Fofana, con Rabiot destinato ad arrivare a fine mercato estivo. La domanda era lecita: serviva davvero investire così tanto proprio a centrocampo?

La risposta è semplice e netta: sì. Perché il Milan ha un'idea precisa: far crescere Ardon Jashari per un anno accanto a Luka Modric e consegnargli gradualmente le chiavi del centrocampo dalla stagione 2026/2027. Un progetto ambizioso, strutturato e fortemente comprensibile. Programmazione vera, non uno slogan.

Jashari non sarà mai Modric, per talento, status e storia,  questo va chiarito subito. Ma può interpretare il ruolo di regista in modo diverso: meno estetica, più dinamismo, più strappi e verticalità. Contro il Verona, soprattutto nei minuti finali, lo si è visto chiaramente.

La coppia perfetta: Jashari-Ricci

AC Milan v Hellas Verona FC - Serie A
(Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

La coppia Jashari-Ricci funziona perché è complementare. Incarna esattamente ciò che oggi viene richiesto ai centrocampisti moderni: gamba, sacrificio, intelligenza tattica e capacità di legare il gioco.

- Ardon Jashari: mancino, classe 2002, baricentro basso, visione, aggressività e propensione ad attaccare lo spazio.

- Samuele Ricci: destro naturale, classe 2001, meno esplosivo, più geometrico, ordinato e capace di leggere il ritmo della partita.

Senza forzare le previsioni, è lecito pensare che questa sarà la coppia di riferimento del Milan di Allegri nel 2026/2027. E se un domani a questo asse si dovesse aggiungere anche il romantico ritorno di Sandro Tonali, allora sì: il Milan avrebbe messo le fondamenta del proprio centrocampo per i prossimi cinque anni almeno.

Quando il progetto è chiaro, come nel caso di Ardon Jashari, il tempo diventa un alleato prezioso.

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