Da uomo-ombra a protagonista assoluto: il percorso di Massara in rossonero, tra intuizioni geniali e calcio sostenibile

Alla vigilia della sfida di campionato tra Roma e Milan, il destino intreccia passato e presente attraverso una figura che ha segnato profondamente entrambe le realtà: Frederic Massara. Oggi direttore sportivo giallorosso, Massara è stato uno dei pilastri silenziosi del Milan campione d’Italia 2021-2022, un uomo capace di costruire vittorie lontano dai riflettori, con competenza, visione e un’idea di calcio moderna e sostenibile.

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Massara, l'uomo ombra del Milan

Quando il Milan torna sul tetto d’Italia dopo undici anni di attesa, gran parte dei riflettori si concentrano su Pioli, Ibrahimović e Maldini. Eppure, dietro quel trionfo, c’è anche la mano discreta ma fermissima di Frederic Massara, il vero “fornitore di idee” di quel progetto vincente.

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Frederic Massara ai tempi del Milan con Paolo Maldini e Stefano Pioli (Foto di Pier Marco Tacca/AC Milan via Getty Images)

Arrivato a Milanello tra diffidenze e scetticismo, alla sua prima esperienza realmente autonoma, Massara ha saputo imporsi con il lavoro quotidiano e con una visione chiarissima: costruire una squadra forte, giovane e sostenibile, senza cedere alle tentazioni del mercato facile. Un profilo lontano dall’immagine del dirigente mediatico, ma perfettamente calato nel calcio contemporaneo.

"Figlio di Sabatini"

Figlio calcistico di Walter Sabatini, Massara ne ha ereditato il culto delle idee, dei rapporti umani e dell’intuizione prima del nome altisonante. Al Milan, questo approccio si traduce in una serie impressionante di colpi mirati: Theo Hernández, Maignan, Tonali, Bennacer, Tomori, Kalulu, Leão, Giroud, Saelemaekers. Giocatori diversi per età e status, ma accomunati da una caratteristica fondamentale: funzionali al progetto.

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Paolo Maldini con Frederic Massara nel 2023, al momento dell'annuncio del rinnovo di Rafa Leao fino al 2028 (Foto di Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Il Milan di Massara diventa così un laboratorio virtuoso, capace di coniugare equilibrio economico e ambizione sportiva, in un’epoca in cui la sostenibilità non è più una scelta, ma una necessità.

Uno scudetto storico

Il titolo del 2022 non è solo il diciannovesimo scudetto rossonero. È un traguardo che segna una svolta epocale: il primo tricolore dell’era post-Berlusconi e il primo conquistato sotto la gestione di un fondo d’investimento internazionale.

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2022, il Milan vince il suo 19° scudetto (Foto di Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

In questo contesto, il ruolo del direttore sportivo torna centrale, quasi rivoluzionario, restituendo dignità a un mestiere spesso schiacciato dalle ingerenze presidenziali. Massara diventa così simbolo di un calcio semplice solo in apparenza, dove programmare è più difficile che spendere, e vincere richiede metodo prima ancora che risorse.

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