Da allenatore subentrato, in Serie A, Sergio Conceicao ha la stessa media punti di Carlo Ancelotti nella stagione 2001-2002
La vittoria di Venezia ha un peso specifico maggiore rispetto alla vittoria di Udine e di questo ne sarà convinto anche Sergio Conceicao. Perché una squadra che riesce a tenere il risultato di 1-0, senza subire gol e senza costringere il proprio portiere agli straordinari, è una squadra vera. Troppo semplice difendere bene quando il punteggio sta assumendo proporzioni sempre più rotonde. Le grandi squadre, invece, sanno mantenere l’attenzione altissima soprattutto quando il risultato si trova ancora in bilico. Lodi quindi alla prova di Venezia, non perché il Milan abbia fatto cose mirabili, bensì perché la squadra rossonera ha fornito una prestazione collettiva di valore, in cui nessun singolo si è preso la scena perché l’impianto di gioco sopperiva alle mancate giocate dei giocatori migliori. Questo significa essere una squadra, aspetto che, purtroppo per noi, quest’anno è mancato troppo spesso.
Il lavoro di Conceicao
Stessa media punti del primo Ancelotti nel 2001-2002
Esiste un dato numerico significativo che è opportuno analizzare e sul quale è necessario riflettere. Ad oggi, in Serie A, Sergio Conceicao ha fatto 27 punti in 17 partite (media di 1,58). Ben 23 anni fa (stagione 2001-2002), Carlo Ancelotti, da subentrante, fece 40 punti in 25 partite di campionato (media di 1,60). Il rendimento è praticamente identico. Ciò non vuole dire che Sergio Conceicao, come allenatore, valga Carlo Ancelotti. Il punto fondamentale è un altro: prima di gettare sentenze su un allenatore subentrato in una stagione complicata, sarebbe il caso di considerare tanti aspetti, pensandoli adeguatamente.
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