La prossima stagione sarà dura sul piano gestionale. Serve allenatore di temperamento. Uscire dal binomio Allegri - Conte sarebbe un errore

Bisogna dirlo in maniera molto chiara perché gli eventi delle ultime settimane non lasciano spazio ad equivoci. Qualsiasi scelta per la panchina del Milan che rimanga fuori dal perimetro Allegri – Conte, contiene margini di rischio troppo alti. In un momento storico in cui la tifoseria non si fida della società e della proprietà, il club ha bisogno di figure forti che sappiano lavorare con il mare in tempesta. Bene, benissimo quindi, l’arrivo di Igli Tare come Direttore Sportivo. Da solo però Tare non basta.

US Sassuolo v AC Milan - Serie A TIM

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MILAN, ITALY - JANUARY 29: Igli Tare attends the Italian Sporting Directors Prize on January 29, 2019 in Milan, Italy. (Photo by Vincenzo Lombardo/Getty Images)

Non servono scelte ideologiche

La figura dell’allenatore non può vedere scelte al ribasso sul piano del carisma e della personalità. Sono tanti i temi aperti in vista della prossima stagione, ma su uno non è possibile transigere. Questo Milan ha bisogno di figure di grande temperamento. E l'allenatore dovrà affrontare un tema gestionale estremamente complesso.

Non è questo il momento delle scelte ideologiche, degli allenatori presi per imporre il proprio gioco, per plasmare un’identità, per mettere l’ideologia pura e semplice davanti a tutto. C’è stato un tempo in cui il Milan si è potuto permettere di fare queste cose, persino di inventare di sana pianta alcuni allenatori. Avvenne con Arrigo Sacchi (preso dalla Serie B senza aver mai allenato una sola partita in Serie A) e con Fabio Capello (che faceva il manager prima di allenare il Milan).

Galli Berlusconi
MILAN, ITALY - NOVEMBER 20: President FC Milan Silvio Berlusconi attends prior to the Serie A match between AC Milan and FC Internazionale at Stadio Giuseppe Meazza on November 20, 2016 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa - Inter/FC Internazionale via Getty Images)

Erano tempi diversi però, in cui la figura di Silvio Berlusconi garantiva per tutti ed aveva spalle talmente larghe da poter sopportare illazioni, spernacchi, accuse ineleganti, persino offensive. La tempra di quel Milan non esiste più da decenni. Il Berlusconi dell’ultimo periodo fece fatica nella gestione del Milan anche perché il famoso tocco magico dei primi anni nella scelta degli allenatori era svanito. Non per colpe specifiche dell’indimenticato Presidente, bensì per lo scorrere del tempo che tutto consuma.

Allegri o Conte: non c'è una terza soluzione

US Sassuolo Calcio v AC Milan - Serie A
SASSUOLO, ITALY - JANUARY 12: Head coach AC Milan Massimiliano Allegri prior to the Serie A match between US Sassuolo Calcio and AC Milan on January 12, 2014 in Sassuolo, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Adesso, per il Milan, è il momento di prendere atto di tutto questo. Non servono proclami, ai quali la gente difficilmente darà ascolto. Servono scelte forti, in discontinuità con il passato, persino di aperta rottura con un certo metodo ed una determinata mentalità. La stagione 2025-2026 non sarà una stagione per menti deboli.

NAPLES, ITALY - MARCH 09: Antonio Conte, Head Coach of Napoli, gives the team instructions during the Serie A match between Napoli and Fiorentina at the Stadio Diego Armando Maradona on March 09, 2025 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Uscire dal binomio Allegri - Conte sulla panchina rossonera può essere un rischio medio-alto. Difficile da sopportare per un club dilaniato dalla diffidenza dei propri sostenitori. Ed a scherzare col fuoco il Milan si è già bruciato abbastanza.

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