Il Milan dopo la Lazio: nono, in caduta, libera, solo e colpevole.

Siamo così, terribilmente avvitati, sempre più frastornati, intontiti, ma dovremo rialzarci nonostante le sere tempestose, nuove cose, è difficile spiegare certe giornate amare. Proviamo a rifugiarci nelle canzoni, nei testi musicali celebri, per provare a dare un senso. Ma  è così, siamo così. Con uno stato d'animo incostante, flebile e vago nel primo tempo, barricadero e cardiaco nel secondo. Siamo così, bravi a seminare, a costruire tante occasioni, ma senza raccogliere. Facciamo al massimo un gol a partita, mai alla prima occasione, troppo poco rispetto a quello che costruiamo. Siamo così. Disordinati e disequilibrati dietro. La sistematicità difensiva della Lazio è stata nettamente superiore alla nostra. Rincorriamo gli avversari da dietro, restiamo spesso in dieci. Siamo così.

Siamo così

La società non si nasconde dietro un dito. La società si sente colpevole, è delusa come tutti i tifosi e sente il peso della delusione, dell'amarezza e degli sfoghi dei tifosi. Non ci sono casi. Ci sono solo errori da rimediare, da analizzare fino in fondo, questa stagione in quanto a colpe ed errori è ricchissima di cose e situazioni da analizzare senza sconti e alle quali porre rimedio. Il Milan lo farà. Questa sera il primo tempo il Milan non c'era. Non era calcio. La squadra era dentro una bolla, nella quale correva a vuoto. Faceva tenerezza per la sua assenza la squadra. Così come nel secondo tempo ha fatto tenerezza, anche in dieci, per il suo spirito e il suo coraggio. Siamo così. In dieci e rigore contro. Non entro nel merito delle decisioni arbitrali. Oggi vincere, pareggiare o perdere non avrebbe cambiato nulla del nostro momento. Ma gli sforzi e le corse pancia a terra dei nostri ragazzi del secondo tempo mi sarebbe piaciuto fossero state premiate. Niente. Siamo così.

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