Uniti dalla capacità di vincere ma lontani nel modo di essere. Allegri e Conte hanno un approccio alla vita e al calcio molto diverso...

Sono i due allenatori che hanno monopolizzato la Serie A negli ultimi 15 anni, vincendo in totale 11 scudetti. Sei scudetti vinti per Massimiliano Allegri (1 con il Milan e 5 con la Juventus) e 5 scudetti conquistati per Antonio Conte (3 con la Juventus, 1 con l’Inter e 1 con il Napoli).

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Allegri Conte

Così vicini, così lontani...

Si parla, in sostanza, dei due migliori allenatori italiani in attività dopo l’insuperabile Carlo Ancelotti. Due allenatori contemporaneamente vicini e lontani per il loro modo di intendere il calcio. Vicini perché entrambi non sono fanatici dello spettacolo o di un sistema di gioco. Sono due allenatori pragmatici, solidi, concreti, sempre focalizzati sull’obiettivo finale, aspetto che li accomuna moltissimo nel modo in cui vengono percepiti presso l’opinione pubblica.

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Allegri Chivu Inter Milan Derby

Qualcuno li definisce “allenatori vincenti”, con uno sforzo di fantasia non particolarmente esagerato; qualcun altro invece li definisce "allenatori adatti alle grandi piazze". E questa, forse, è la definizione maggiormente azzeccata per entrambi.

Differenze importanti...

Poi però ci sono le distanze, che non sono poche e che scavano il solco. La differenza principale fra questi due grandissimi allenatori risiede nel modo di approcciare al mondo e, in conseguenza, al modo di vivere il calcio. Totalizzante per Conte, misurato per Allegri.

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MILAN, ITALY - FEBRUARY 25: Juventus head coach Antonio Conte looks on during the Serie A match between AC Milan and Juventus FC at Stadio Giuseppe Meazza on February 25, 2012 in Milan, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Per l’attuale allenatore del Napoli la vittoria è un’ossessione della quale nutrirsi ed abbeverarsi. Conte non contempla nulla al di fuori di un’etica del lavoro rigorosissima e faticosa. Allegri, in questo, è molto diverso. Aiutato da un carattere guascone, tipico dei toscani, l’attuale tecnico rossonero sa quando è il momento di stemperare, di abbassare la tensione. Conosce l’arte della serenità, di un sorriso in più, come via alternativa ai momenti difficili.

Allegri e Conte, due modi diversi di stare al mondo

Spesso si è parlato di Allegri come allenatore filo-societario, in contrapposizione a Conte che, dal canto suo, fa fatica a ragionare all’unisono con il club che lo paga. Si tratta di un’interpretazione legittima, ma c’è qualcosa di più da analizzare. Allegri ragiona da elemento chiave di un ingranaggio complessivo; Conte invece, di contro, non riesce a contemplare qualcosa che vada al di là di sé stesso, della propria conduzione militare degli uomini.

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(Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

Per tale ragione Allegri tende a costruire cicli lunghi, mentre Conte, quasi sempre, al secondo anno diventa insoddisfatto di ciò che ha intorno. Allegri non ricerca la perfezione perché la ritiene impossibile. Conte ne è ossessionato e quando non la trova tende a vedere nemici attorno a lui.

Non esistono allenatori buoni per tutte le piazze e spesso ci sono momenti e momenti per un tecnico in un contesto. Allegri e Conte, in questo momento, hanno gli stessi punti in campionato. Il primo è sereno, il secondo è dominato da demoni e pensieri. Sono due approcci differenti nello stare al mondo, che hanno trovato declinazioni diverse nei rispettivi modi di allenare.

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