Milan, che stagione è stata? Il voto con l’asterisco della Coppa Italia
Ora che la stagione del Milan si appresta a volgere al termine, si possono iniziare a tracciare i primi bilanci. Formalmente mancano ancora quattro partite, ma materialmente solo quella di Roma del 14 maggio ha un valore reale.
Juventus Press Conference
Il giudizio, al momento, non può che essere negativo: innegabile e inconfutabile. Tuttavia, si tratta di un giudizio ancora fluido. Sì, la vittoria o meno della Coppa Italia può influenzare in modo significativo il bilancio della stagione e, soprattutto, ridefinire radicalmente la fisionomia della prossima. Disputare o meno l’Europa League cambierebbe sia la prospettiva con cui affrontare la stagione 2025/2026, sia la composizione della rosa.
Attualmente, il Milan è certo di partecipare a tre competizioni: Campionato, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Qualificarsi anche all’Europa League significherebbe dover allestire una rosa in grado di reggere due competizioni particolarmente impegnative, soprattutto dal punto di vista fisico, considerando che la seconda competizione europea si gioca il giovedì.
Non sarebbe una novità per il Milan degli ultimi anni: l’ultima partecipazione risale infatti alla stagione 2020/2021. In quell’edizione, il Milan ci arrivò dopo uno strepitoso finale di campionato post-lockdown, nel quale conquistò ben 30 punti su 36 disponibili in 12 partite, chiudendo quella fase estiva da imbattuto e centrando un sesto posto che, fino a poche settimane prima, sembrava insperato. Basti pensare all’ultima gara pre-Covid, contro il Genoa, disputata in un surreale San Siro l’8 marzo 2020.
Tornando alla stagione attuale, il voto finale dipenderà in larga parte dall’esito della Coppa Italia. Vincere o non vincere fa tutta la differenza del mondo. Un successo potrebbe trasformare una stagione da 4 in una da 6,5. Sì, una sufficienza piena: sollevare due trofei in un’annata segnata da tante difficoltà non può che restituire un bilancio positivo.
Tuttavia, un eventuale voto positivo non deve illudere nessuno: il lavoro da fare in estate è molto. Sistemare la rosa spetta alla società, così come definire chi sarà l’allenatore alla guida dei rossoneri nella stagione 2025/2026. Servono unità e sostegno per consentire al tecnico prescelto – con Sergio Conceição che resta uno candidato reale – di lavorare con serenità. Una serenità che è mancata in ogni area durante questa tribolata stagione: dalla società, passando per il rapporto tra squadra, allenatore e calciatori, fino ai tifosi.
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