Una stagione che stava scivolando via tranquilla, con una Supercoppa appena conquistata, poi dalla trasferta croata è cambiato qualcosa. E' stato l'inizio della (quasi) fine

Una stagione molto complicata per il Milan e i suoi tifosi, che anche nel match di ieri contro la Lazio, perso 2-1 per un assurdo rigore nel finale, hanno dato voce alla propria amarezza per il momento. Un momento quanto mai negativo per i colori rossoneri, ma c'è un punto che vogliamo affrontare quest'oggi, ed è quello che ci porta in Croazia. Precisamente a Zagabria, la città in cui tutto è cambiato. Il Milan infatti non stava certo vivendo una stagione esaltante fino a quel (maledetto) 29 gennaio, ma tutto è crollato da quel momento in poi...

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L'annata era già complicata direte voi, verissimo, c'era già delusione per non aver mai lottato per lo scudetto, ma il Milan era perfettamente in lotta per il 4° posto. Si era vinto contro l'Inter, si era gelato il Bernabeu con una monumentale vittoria in Champions, dove si erano ottenute tre vittorie consecutive (non accadeva dal 2023), ed è poi arrivata la storica Supercoppa. Una coppa vinta col neo allenatore Conceicao, dopo aver superato Juve e Inter (di nuovo), che faceva presagire una seconda parte di annata tutta da ricordare.

Siamo così
MILAN, ITALY - MARCH 02: Rafael Leao of AC Milan shows his dejection during the Serie A match between AC Milan and SS Lazio at Stadio Giuseppe Meazza on March 02, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Tutto in crescendo dunque, fino a quel maledetto 29 gennaio, quando il Milan si presenta in quel di Zagabra. Era una partita assolutamente alla portata dei ragazzi, contro una squadra nettamente inferiore, per chiudere il girone di Champions con una vittoria e arrivare fra le prime 16 d'Europa. E invece il Milan affronterà quel match in modo totalmente sbagliato, con una tensione incomprensibile, vedi il rosso a Musah e il non gioco per quasi tutti i 90' di gara, perdendo malamente la sfida. Un 2-1 che nega al Milan gli ottavi diretti, cacciando i rossoneri verso il doppio playoff contro il Feyenoord. La sensazione, dal nostro punto di vista, è che si sia sottovalutato quel match, da qui la pesante, anzi pesantissima, botta psicologica.

Milan contro rivali Champions
(Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Da qui infatti il crollo vertiginoso, salvo la bella parentesi con la Roma in Coppa Italia, che ha portato alle difficoltà in campionato, e alle due amare partite contro il Feyenoord. Due match segnati da due clamorosi errori, quello di Mike all'andata, in una partita comunque deludente da parte di tutta la squadra, e con il noto rosso a Theo nel match di ritorno. Una sfida che si era incanalata sui binari giusti, con l'immediato vantaggio e il dominio totale in campo, poi l'inferiorità numerica a rovinare tutto. Gli olandesi pareggiano, il Milan esce, vedendo sfumare sul campo (e nel conto economico) gli ottavi di Champions. Oltre al danno la beffa verrebbe da dire, perché si sono aggiunte due sfide ad un già tostissimo calendario, complicando cosi gli allenamenti di Sergio Coinceicao e i relativi match di campionato.

Contestazione Milan

Non a caso, come dicevamo, dopo la Croazia è iniziato il tracollo, quasi la squadra fosse stata incapace di reagire al torto subito, in quella tensione a cui ha più volte fatto riferimento Marco Parolo, ex calciatore, ai microfoni di Dazn. Ma come ha giustamente ricordato lo stesso Parolo, è una tensione che la squadra stessa si è creata, non è colpa di nessun altro, ed ora non resta che una cosa da fare: azzerare tutto e ripartire. Il campionato è ormai andato, ma c'è una Coppa Italia da conquistare. La squadra lo deve in primis a se stessa, ma anche e soprattutto ai tifosi, che stanno maledettamente soffrendo.

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