Morata come Lukaku, quando parlerò ne sentirete delle belle. Ma, benedetti campioni, un pò anche colpa vostra mai?

di Franco Ordine -

Se c’è una regola non scritta tra i calciatori di quest’epoca social, qualunque sia la sua estrazione, una resiste a qualsiasi evento ed è la seguente: mai riconoscere, se non nel tempo lontano, le proprie responsabilità rispetto a qualche delusione professionale e rimandare ad altra epoca le confessioni pubbliche (vi ricordate Lukaku a proposito del divorzio dall’Inter?) sul tema.

Morata

Persino Alvaro Morata...

Addirittura anche il capitano della Spagna campione d'Europa, che è maturo e apprezzato esponente della sua generazione, non si è sottratto a tale comoda abitudine.

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Parlando a proposito del suo improvviso trasferimento dal Milan in Turchia avvenuto nel gennaio 2025 ha promesso: “Magari ne parlerò quando smetto di giocare”. Non è un mistero indovinare quale possa essere il riferimento, al cambio in corsa di allenatore, via Fonseca che
lo aveva voluto e accolto, e dentro Conceiçao che era allergico allo spagnolo. Ma una volta sentiremo dire: forse ho commesso
qualche errore io, forse ho patito il trasloco da Madrid a Milano per la separazione da moglie e figli, magari ho sofferto gli effetti della depressione…. No: è sempre colpa di qualche altro.

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