Papa, sui rinvii accadde lo stesso anche nel 2005. Si scelgono i grandi eventi per segnalare l’ipocrita adesione al lutto nazionale.
di Franco Ordine -
È vero: si ferma solo il calcio italiano quando muore il Papa. Ma non è questo il punto principale visto dal mio personale osservatorio. È quello che si scatena in queste ore che meriterebbe di ricevere i riflettori accesi dell’opinione pubblica.
La prima scelta
Sulla prima scelta, del Coni, di sospendere, in segno di lutto, le partite programmate per lunedì 21 aprile, c’è stata una sola protesta ufficiale ed è quella firmata dal presidente Lotito della Lazio che ha polemizzato per lo spostamento da lunedì a mercoledì del viaggio a Genovasegnalando la volontà della squadra di vegliare la salma del Pontefice. Diciamoci la verità: è una polemica strumentale resa pubblica perché Lotito, con questa nuova presidenza della Lega Serie A, è all’opposizione. Dietro la lettera isolata della Lazio però ci sono state altre pressioni, a cominciare dal tentativo di spostare la semifinale di coppa Italia (impresa non riuscita per mancanza di date disponibili).
Per finire al braccio di ferro tra l’Inter e la decisione del governo di spostare dal sabato (giorno dei funerali di Francesco) alla domenica 27 le partite in calendario e tra queste anche Inter-Roma che nel caso di conferma del sabato avrebbe offerto a Inzaghi un giorno in più a disposizione per preparare la semifinale di Champions League con il Barcellona. Ah se potessero parlare i telefoni…..
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