Il vincitore del Pallone d'Oro nel 1969 ha raccontato anche un retroscena che risale agli anni '80

Tra le tante leggende del calcio che hanno scritto la storia del Milan figura in particolar modo Gianni Rivera. Durante i suoi anni da calciatore, infatti, ha indossato la maglia rossonera per vent'anni vincendo diversi titoli ai quali si aggiunge anche il Pallone d'Oro del 1969. Di recente, la Gazzetta dello Sport ha voluto intervistare l'ex giocatore soprattutto in vista della partita di questa sera che metterà di fronte l'Italia e la Bosnia-Erzegovina, che mette in palio un posto per disputare il Mondiale che inizierà nel mese di giugno in Canada, Messico e Stati Uniti.

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Gianni Rivera

Gianni Rivera: "Milan parte della mia vita. Modric talento vero"

L'ex numero 10 rossonero ha iniziato partendo proprio dalla squadra di cui è leggenda: "Il Milan è una parte bellissima della mia vita. Vent'anni in campo tra Scudetti e Coppe dei Campioni". Poi ha parlato di Luka Modric, che attualmente veste la maglia del Diavolo: "Un grande giocatore, un vero talento che gioca bene e con passione". Successivamente, Rivera ha raccontato che negli anni '80 poteva diventare allenatore del Milan: "Potevo ricoprire quel ruolo quando Farina era presidente, poi è arrivato Berlusconi e mi ha proposto di diventare presidente dei Milan Club".

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In seguito, l'ex calciatore ha parlato anche della Nazionale Italiana, nella quale non ci sono milanisti, e del ct Gennaro Gattuso: "Dobbiamo andare al Mondiale. Basta spareggi. Gattuso è serio, pieno di grinta e solido, sta lavorando bene e deve guidare la squadra alla vittoria. Nel Milan ci sono pochi italiani, ovvero Bartesaghi e Gabbia. Ormai nelle società non si crede più nelle politiche che creavano gente come Baresi e Maldini. Nel nostro calcio mancano i fuoriclasse ed è colpa dei club che, al posto di far crescere i ragazzi, lasciano tutto nelle mani dei procuratori".

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