Dopo che l'Italia ha perso contro la Bosnia i problemi emersi sono stati diversi, Giancarlo Abete è uno dei nomi più caldi come successore di Gravina, difficilmente abbandonerà la sua carica attuale ma intanto si è esposto su diversi temi
Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete ha parlato chiaro: imporre quote di italiani in campo è impossibile per via delle normative europee. A margine della presentazione del progetto "Vinciamo Insieme" a Torino, Abete ha affrontato i temi più caldi del calcio italiano, dalla Nazionale agli stranieri in Serie C, fino al futuro della FIGC.
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Abete si espone sul mancato sviluppo dei giovani italiani
Il tema della presenza di calciatori stranieri nei campionati italiani è al centro del dibattito, ma secondo Abete la soluzione non può passare per gli obblighi normativi. Le regole dell'Unione Europea equiparano il calcio a qualsiasi altra attività lavorativa, rendendo impossibile limitare per legge l'impiego di giocatori non italiani. Anche in Serie C, ha sottolineato, una squadra può scendere in campo con undici stranieri senza violare alcuna norma. La strada, quindi, non è quella dei vincoli, ma quella della responsabilità: convincere i club a puntare maggiormente sui giovani italiani, soprattutto nelle serie maggiori, attraverso una cultura dell'autogestione consapevole.
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Il declino del calcio italiano non parte solo dai risultati
Tre Mondiali consecutivi saltati e un progressivo arretramento anche in Champions League, con la sola Atalanta capace di raggiungere gli ottavi nell'ultima edizione. Questi segnali sono di una crisi che va ben oltre i risultati della Nazionale. Abete ha invitato a ragionare sui contenuti prima che sui nomi, chiedendo un progetto strutturale che riconferisca competitività al sistema calcio italiano nel suo insieme. Sul nome di Antonio Conte come possibile commissario tecnico, il presidente si è limitato a definirlo «un tecnico di primissimo livello», senza sbilanciarsi ulteriormente. Sul commissariamento della FIGC, invece, ha chiuso la porta: tecnicamente non è previsto in assenza di irregolarità amministrative, e non può essere imposto per ragioni sportive.
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