Una stagione in cui ogni dettaglio conta, il tema arbitri fa chiacchierare ancora

A due giorni da Milan-Como, in casa rossonera resta un sentimento doppio. Da un lato la preoccupazione per l’infortunio di Pavlović, colpito con violenza alla tibia sinistra da Van der Brempt, dall’altro lo sconcerto per la decisione dell’arbitro Maurizio Mariani di non sanzionare l’intervento neppure con un cartellino giallo.

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MILAN, ITALY - FEBRUARY 18: Strahinja Pavlovic of AC Milan runs with the ball during the Serie A match between AC Milan and Como 1907 at Giuseppe Meazza Stadium on February 18, 2026 in Milan, Italy. (Photo by Giuseppe Cottini/AC Milan via Getty Images)

Il caso arbitrale e le prossime mosse del Milan sul tema

Già dal vivo, l’entrata del difensore della squadra allenata da Cesc Fàbregas era apparsa estremamente dura e potenzialmente pericolosa. Con il passare delle ore e dopo aver rivisto le immagini – per molti superfluo – tra Milanello e la sede di via Aldo Rossi continua a non esserci una spiegazione convincente per l’assenza di un intervento del Var e, di conseguenza, per la mancata espulsione.

Non si tratta, però, di un caso isolato. Nel corso della stagione 2025-26 diversi episodi arbitrali hanno lasciato perplessi i dirigenti rossoneri, tanto da spingerli, nella giornata di ieri, a contattare i vertici dell’AIA. Nessuna protesta ufficiale, ma un segnale chiaro e civile per manifestare un disagio crescente rispetto ad alcune decisioni.

Pubblicamente, il club ha scelto la linea della prudenza. Mercoledì il Milan ha evitato dichiarazioni polemiche davanti a telecamere e taccuini, mantenendo un profilo istituzionale in una fase delicata anche per Gianluca Rocchi e il suo gruppo. Un atteggiamento coerente con quello mostrato di recente anche dal patron Gerry Cardinale, impegnato in incontri con la Lega Serie A su temi strategici come stadio, diritti televisivi e sviluppo internazionale del calcio italiano.

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Fabregas Saelemaekers

Una serie di errori che pesano un macigno

Ciò non toglie che alcune direzioni di gara abbiano lasciato il segno. Pesano, ad esempio, i due punti persi contro il Sassuolo per il gol annullato a Christian Pulisic, che sarebbe valso il 3-1 prima del definitivo 2-2. Restano senza risposta anche il rigore non assegnato a Christopher Nkunku nella gara d’andata vinta contro il Bologna e il fallo di Stefano Moreo su Matteo Gabbia, da cui è nato il momentaneo 2-1 di M'Bala Nzola del Pisa a San Siro.

A rendere il quadro ancora più amaro c’è il dato sui rigori: il Milan è la seconda squadra per penalty concessi contro (7). Dietro solo al Napoli con 8. Elementi sufficienti per giustificare un confronto con l’Aia e per augurarsi che situazioni simili non si ripetano.

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