L’ex Milan firma un poker nel 4-0 dell’AEK sul Panathinaikos... Dall’altra parte c’è l'ex compagno e amico Calabria

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Davide Calabria al Panathinaikos, proprio vero: "Solo gol brutti..."

Amici amici e poi… succede che ti ritrovi davanti in un derby infuocato e uno dei due non fa sconti. Ad Atene è andata così: Luka Jovic ha trasformato la stracittadina in una serata personale, quattro gol uno dietro l’altro, mentre dall’altra parte c’era Davide Calabria. Fine delle cortesie, spazio solo al campo.

SuperLeague Greece AEK Athens vs Panathinaikos FC

Il risultato è secco, pesante: AEK Atene batte Panathinaikos 4-0. E il protagonista è uno solo. Luka Jovic.

Una notte da derby vero

Luka Jovic

Non era una partita qualsiasi e si è visto subito. Ritmi alti, tensione, pubblico acceso. Poi Jovic ha iniziato a fare quello che gli riesce meglio quando è in fiducia: attaccare l’area, leggere gli spazi, colpire. Quattro volte. Senza fronzoli.

Non è neppure la prima ferita che infligge al Panathinaikos: all’andata era arrivata una tripletta. Totale stagionale contro i rivali? Sette gol. Numeri che, in una città come Atene, diventano leggenda in fretta.

Jovic, finalmente continuo

Il serbo sembra aver trovato il suo posto. In campionato viaggia a 11 gol in 16 presenze; allargando lo sguardo, sono 15 reti in 27 partite stagionali. Ma il dato che racconta tutto è un altro: 10 gol nelle ultime sei gare. Vuol dire fiducia, centralità, palloni che arrivano e un attaccante che li trasforma.

In Grecia Jovic è tornato a sentirsi decisivo. Senza il peso di un’etichetta ingombrante, con una squadra che lo cerca e lo accompagna.

Calabria dall’altra parte

Per Calabria non è stata la serata giusta. L’esperienza greca, nel complesso, gli sta dando continuità e responsabilità, ma il derby non perdona nessuno. Quando l’avversario entra in trance agonistica, puoi solo limitare i danni. E stavolta non è bastato.

È uno di quegli incroci strani del calcio: due ex Milan, uno che vive la notte perfetta, l’altro che la vorrebbe dimenticare in fretta.

Il pensiero che arriva a Milano

Rimpianto? Forse no, almeno non automatico. Con la maglia rossonera Jovic non aveva sfigurato: gol pesanti, spesso con minutaggio ridotto. Ma vedere un attaccante così continuo, così dentro le partite, una riflessione la accende sempre.

Non tanto su ciò che è stato, quanto su quanto conti l’ambiente giusto al momento giusto. In questo momento, per Jovic, quell’ambiente è Atene.

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