Milan Futuro, Oddo: "Baresi e Maldini idoli. Insegnare ai bimbi lo sviluppo dal basso è un errore grave"
Nel weekend appena trascorso, ha giocato anche il Milan Futuro che ha come allenatore Massimo Oddo. La seconda squadra rossonera, infatti, ha giocato la sua partita di Serie D contro la Nuova Sondrio. Al termine dei novanta minuti di gioco, le due squadre hanno pareggiato 2-2 ed ora i rossoneri occupano la seconda posizione del Girone B con undici punti in meno rispetto alla Folgore Caratese. In una recente intervista, Oddo ha toccato alcuni temi come i suoi anni da calciatore rossonero ed i problemi che sono all'interno dei settori giovanili italiani.
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Caldiero Terme v AC Milan Futuro - Serie D
Milan Futuro, Oddo: "Non si deve insegnare ai bambini di 7 anni lo sviluppo dal basso. È un errore"
Intervistato dai colleghi di Fanpage, Oddo ha parlato prima di tutto dei problemi che sono presenti nei settori giovanili italiani: "Prima gli allenamenti erano partitelle e lavoro di coordinazione, che è fondamentale. Oggi, sui social, vedo allenatore che insegnano ai bambini di sette anni lo sviluppo dal basso ed è un errore grave. Fino ad un certa età si devono sviluppare istinto e caratteristiche a livello individuale. Prima c'erano gli educatori, mentre ora sono tutti allenatori quando prima questi erano solo per le prime squadre ed i diciottenni". In seguito, ha parlato dei suoi idoli: "Con tutto il rispetto per i calciatori di oggi, ma i miei idoli erano quelli veri, esempi di lealtà e professionalità come Franco Baresi e Paolo Maldini".Clicca sull'immagine per maggiori dettagli sul palinsesto offerto da Sisal.
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In seguito, ha continuato dicendo: "Gli idoli veri sono campioni anche come persone. Quelli che avevo io, quando li ho conosciuti, erano uguali o addirittura migliori. Gente come Maldini, Baresi e Costacurta non ti faceva sbagliare con uno sguardo. Il leader è anche colui che parla poco e dice le cose giuste o, a volte, non parla. Così era Paolo". Poi ha parlato della sua esperienza da calciatore del Milan: "In una big devi ripartire da zero. Come si fa a pretendere di battere una punizione o un rigore se ci sono Pirlo, Seedorf, Kakà, Ronaldo, Pato o Inzaghi. Al mio arrivo, come terzino destro giocava Cafu. Bastavano 20 minuti non buoni e la domenica seguente scendeva lui in campo".
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