L'insostenibile incoerenza di chi vorrebbe in campo i giovani ma che, nello stesso tempo, vorrebbe togliere loro il peso delle responsabilità

Mi hanno colpito molto le considerazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa e dell'ex Presidente dell'Inter Massimo Moratti, nel commento alla partita persa dall'Italia contro la Bosnia. Entrambi hanno puntato l'indice contro l'allenatore della Nazionale Rino Gattuso reo, ai loro occhi, di aver fatto calciare il primo rigore della serie al "giovane" Pio Esposito. L'attaccante dell'Inter, in tal modo, sarebbe stato schiacciato dal peso della responsabilità.

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Italy v Norway - FIFA World Cup 2026 Qualifier
MILAN, ITALY - NOVEMBER 16: Gennaro Gattuso, Head Coach of Italy, issues instructions during the FIFA World Cup 2026 qualifier match between Italy and Norway at San Siro Stadium on November 16, 2025 in Milan, Italy. (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Ora il tema di fondo, a mio modesto avviso, è un altro, molto diverso, ma strettamente connesso a quanto poc'anzi accennato. Come non ha senso criticare un giocatore per un rigore sbagliato, trovo altrettanto insensato sostenere che un ragazzo giovane non dovesse calciare il primo rigore di una serie. Forse il quarto e il quinto penalty - quelli in sostanza che possono determinare il bene e il male - comportano una pressione minore su un giocatore? Difficile sostenerlo.

I giovani hanno bisogno di essere responsabilizzati per crescere

In realtà dietro le uscite del Presidente del Senato La Russa e di Massimo Moratti c'è, senza dubbio, una presa di posizione campanilistica, volta a polemizzare contro l'allenatore milanista, ma c'è soprattutto un modo insensato di vedere i giovani al giorno d'oggi. Farli giocare, ma deresponsabilizzandoli. Nulla di più sbagliato.

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MILAN, ITALY - APRIL 28: Ignazio La Russa, President of the Senate of the Republic, attendsthe FC Internazionale Victory Parade at Piazza Duomo on April 28, 2024 in Milan, Italy.(Photo by Stefano Guidi-FC Internazionale/Inter via Getty Images)

Gli errori fanno parte del gioco. I rigori si possono sbagliare a 20 anni, come a 30 anni. Non c'è un'età giusta per calciare un rigore, per non sentire il famoso "peso delle responsabilità". Lo dimostra il bosniaco Alajbegovic - 18 anni appena compiuto - che nel giro di pochi giorni ha segnato due rigori decisivi contro il Galles e contro l'Italia.

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Pio Esposito Van Basten

Forse se pensassimo a giustificare di meno i giovani, deresponsabilizzandoli costantemente, faremmo un passo avanti fondamentale nella crescita del nostro calcio. Perché chiedere che i giovani giochino e poi, contestualmente, chiedere che non battano un rigore importante, significa cavalcare soltanto una grande ed immensa ipocrisia.

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