Inter e Milan, centinaia di abbonamenti rifiutati dopo l’inchiesta "Doppia curva": stop a cessioni, striscioni e accesso allo stadio per i tifosi "non graditi"
Il Corriere della Sera riporta come, dopo l’inchiesta “Doppia curva”, Inter e Milan abbiano rifiutato il rinnovo di abbonamenti e biglietti a centinaia di ultrà considerati «non graditi» (colpiti da Daspo o segnalati per violenze), bloccando anche il cambio nominativo nel secondo anello blu e verde. Questo per impedire i traffici illeciti scoperti dall’inchiesta, come la rivendita di biglietti con sovrapprezzo: è, inoltre, previsto il riconoscimento facciale ai tornelli del Meazza con il chiaro obiettivo evitare che il sistema criminale si ripeta e creare un modello di sicurezza replicabile in altri stadi.
Il malcontento degli ultras rossoneri
Corriere della Sera (C.Giuzzi) L’obiettivo della procura diretta da Marcello Viola e del questore Bruno Megale, di concerto con il Viminale, è uno: evitare che il sistema criminale possa ripetersi. Da qui la volontà, già espressa poche ore dopo gli arresti, di "recidere" qualsiasi legame con il passato. In questo senso la "cancellazione" dei marchi Curva Nord e Curva Sud e il blocco agli striscioni dei gruppi in curva. Ora si aggiunge lo stop all'ingresso allo stadio, deciso arbitrariamente dalle società, di alcuni tifosi "non graditi". Un elenco destinato ad aumentare nelle prossime settimane.Inter e Milan hanno respinto le richieste di rinnovo di centinaia di ultrà delle due curve in quanto tifosi "non graditi" sulla base dei codici etici siglati dai due club. La scelta delle due società avviene a seguito dell'inchiesta 'Doppia curva'. #ANSA https://t.co/4DL7WSwsm7
— Agenzia ANSA (@Agenzia_Ansa) July 12, 2025
Il Giorno (L.Mignani) La Curva Sud, del resto, in aperta contestazione con la società, dopo la protesta davanti a Casa Milan in occasione dell'ultima giornata con il Monza, ha disertato per il secondo anno il primo allenamento aperto al pubblico (si sono presentati circa duemila sostenitori), e si è ritrovata sabato scorso a Cinisello Balsamo "per respirare un po' di Milanismo e rivedere striscioni e bandiere che da tempo sono proibiti allo stadio". Malumore anche per la sempre più concreta possibilità che Milan-Como del weekend dell'8 febbraio si giochi in Australia (al momento l'abbonamento comprende tutte e 19 le partite di campionato).
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